Secondo fonti vicine all’operazione, TIM sta valutando la possibilità di cedere asset per un valore totale di circa 1 miliardo di euro al fine di ridurre il proprio debito e potenzialmente remunerare gli investitori.
La società potrebbe cedere la quota restante posseduta in Inwit SpA, operatore di telefonia mobile, per circa 300 milioni di euro.
Inoltre, è in previsione la vendita dell’unità Sparkle, specializzata in connettività sottomarina, per un importo compreso tra 600 e 800 milioni di euro.
Nonostante un accordo per la cessione di Inwit non sia imminente, fonti rivelano che potrebbe concretizzarsi già nel 2026.
Al momento, i rappresentanti di Telecom Italia si sono astenuti dal commentare.
La vendita di asset consentirebbe a TIM di raccogliere liquidità per ridurre ulteriormente il debito o per remunerare gli azionisti.
Questa mossa fa seguito alla recente cessione della rete fissa Netco al consorzio guidato da KKR, volta a riequilibrare il debito aziendale.
L’amministratore delegato Pietro Labriola ha sottolineato l’importanza di generare liquidità a livello di gruppo per supportare il mercato nazionale italiano, confermando il piano industriale triennale.
L’eventuale vendita di Sparkle accelererebbe inoltre i piani per remunerare gli azionisti, secondo Labriola.
Con la prospettiva di completare la vendita dell’infrastruttura di rete a KKR entro l’estate, TIM si prepara a rafforzare la propria posizione finanziaria e adottare nuove strategie nel mercato delle telecomunicazioni europeo.
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