Il mondo delle telecomunicazioni è in fermento per il primo colpo significativo nella battaglia tra Tim e Vivendi.
Il gigante francese dei media, sotto la guida della famiglia Bolloré, ha colto l’occasione del rialzo del titolo in borsa, registrando un incremento attorno a 0,30 euro, per operare una nuova strategia di disinvestimento.
Nella settimana appena trascorsa, Vivendi ha venduto circa il 5% delle sue quote, il che ha comportato un incasso che si avvicina ai 220 milioni di euro.
In data 21 marzo, Vivendi ha ufficialmente comunicato alla Consob, l’organo di controllo della borsa italiana, di aver ridotto la sua partecipazione in Tim dal 23,75% al 18,4%.
Questa mossa, sebbene abbia colto di sorpresa gli analisti, rientra in una strategia di lungo periodo dichiarata da Vivendi: il disinvestimento dalla compagnia telefonica italiana, ma sempre “al prezzo giusto”.
Negli ultimi mesi si sono intensificate le voci riguardo possibili trattative con Poste Italiane, che ha recentemente acquisito da Cdp il 9,81% del capitale sociale di Tim.
La decisione di cedere il 5% delle azioni rappresenta un chiaro primo passo verso un cambiamento significativo.
Il comunicato ufficiale di Vivendi ha chiarito che, a partire dal 18 marzo 2025, la loro partecipazione aveva già subito un abbassamento, scendendo al 19,32% delle azioni ordinarie e al 13,87% del capitale sociale.
Dopo ulteriori disinvestimenti avvenuti, Vivendi detiene ora il 18,37% delle azioni e il 13,19% del capitale sociale.
Questa strategia evidenzia un cambiamento nell’approccio del gruppo francese nei confronti di Tim, consolidando l’intenzione di muoversi verso una liquidazione programmata della propria partecipazione.
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