Nonostante la difesa parziale di Agcom nei confronti della piattaforma Piracy Shield, presto farà il suo ingresso la seconda generazione.
Piracy Shield 2.0 non si limiterà a un gruppo ristretto di provider Internet, bensì coinvolgerà tutti gli operatori attivi in Italia, grandi e piccoli, nazionali e locali, per un totale di 300 Isp coinvolti.
L’obiettivo è quello di ampliare e potenziare il nuovo scudo anti-pirateria, che promette di contrastare lo streaming illegale, noto come “pezzotto”.
Secondo quanto riportato da fonti governative su La Repubblica, Piracy Shield 2.0 richiederà un investimento annuo di 2 milioni di euro per il suo corretto funzionamento e potenziamento.
L’obiettivo è supportare gli accordi con importanti attori del settore come Amazon, Microsoft, Tim, WindTre e altri, al fine di garantirne l’efficacia.
Il nuovo scudo anti-pirateria sarà attivo in collaborazione con tutti gli Internet provider italiani e verrà attivato su segnalazione di Dazn, Sky e Lega Serie A, per bloccare rapidamente i siti pirata e impedire la diffusione illegale di contenuti.
Tuttavia, nonostante i dettagli emersi, l’approvazione finale da parte del Governo italiano è ancora pendente.
Si ipotizza che l’approvazione possa avvenire tramite un emendamento al disegno di legge Butti sull’intelligenza artificiale, che potrebbe prevedere il finanziamento da parte dello Stato italiano per l’implementazione di Piracy Shield 2.0.
Inoltre, si auspica che la lotta alla pirateria possa influire positivamente sulla regolazione dei canoni di accesso alla visione dei contenuti, a vantaggio delle emittenti televisive e dei consumatori.
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