“Big Tech in crisi: i dazi Usa affondano Apple, Amazon, Meta e Nvidia!”
Dazi Usa: l’effetto tsunami sulle Big Tech
Il giorno dopo l’annuncio dei dazi imposti dal presidente Donald Trump, le piazze finanziarie hanno subito un’immediata e drammatica reazione.
I dazi sono stati fissati al 20% per l’Unione Europea, al 24% per il Giappone e al 34% per la Cina, portando a una brusca caduta di Wall Street che ha registrato perdite per ben 2.000 miliardi di dollari in valore di mercato.
Anche il dollaro e i prezzi del petrolio hanno subito un crollo significativo.
Le borse europee, seppur in calo, hanno registrato perdite meno marcate, con Milano che ha chiuso a -3,60%, Francoforte a -3,08%, Parigi a -3,31% e Londra a -1,55%.
Questa situazione ha suscitato preoccupazioni tra i governi, che si preparano a rispondere con contromisure e a cercare un dialogo con la Casa Bianca.
Le perdite delle Big Tech e l’analisi del mercato
Le Big Tech hanno subito colpi devastanti, con Amazon, Apple, Meta e Nvidia che hanno visto crollare il valore delle loro azioni.
Il giovedì nero, 3 aprile 2025, ha visto il VIX, un indicatore della volatilità del mercato, impennarsi del 39,73%, evidenziando l’instabilità percepita dagli investitori.
A chiusura di Wall Street, il Dow Jones era calato del 3,98%, mentre il Nasdaq era a -5,97%.
Apple ha segnato una perdita del 9,25%, con il titolo sceso a 203,19 dollari, mentre Meta ha perso il 8,96%, chiudendo a 531,6 dollari.
Anche Amazon e Nvidia hanno accusato ribassi significativi, rispettivamente del 8,98% e 7,82%.
Queste flessioni hanno evidenziato l’impatto devastante dei dazi sull’intera industria tecnologica.
Un futuro incerto per le Big Tech
Con il mercato in crisi, ci si interroga sul futuro delle Big Tech.
Dopo anni di record e crescita esponenziale, ci troviamo ora in una fase di riassetto.
Molti analisti avevano già avvertito circa la possibilità di un riscaldamento, e la cosiddetta “bolla” dell’intelligenza artificiale stava già mostrando segni di sfaldamento.
Con i prezzi in crescita, i consumatori e le aziende potrebbero ridurre la domanda, impattando ulteriormente la redditività delle Big Tech.
Sebbene ci siano margini di ripresa nel lungo termine, il nuovo panorama economico richiederà un adattamento strategico e una gestione oculata delle risorse.