Finalmente, i dazi americani sono diventati una realtà e il presidente Donald Trump li ha definiti un momento cruciale per il commercio mondiale, proclamando questo giorno come Liberation Day.
Nelle sue dichiarazioni, Trump ha annunciato un ordine esecutivo storico attraverso il quale si impegna a stabilire dazi reciproci.
“Se loro applicano dazi a noi, noi faremo lo stesso,” ha detto, evidenziando una netta intenzione di dichiarare una “indipendenza economica” nei confronti di nazioni che, a suo avviso, hanno prosperato a spese degli Stati Uniti.
Durante il suo discorso, il presidente ha citato numeri preoccupanti, come la perdita di 90mila acciaierie e 5 milioni di posti di lavoro nella manifattura, per un totale di 19mila miliardi di dollari in perdite economiche.
“Dobbiamo riprenderci questi asset,” ha esclamato Trump con grande fervore.
Relativamente ai dazi, Trump ha menzionato i pesanti oneri imposti da diversi Paesi, parlando di rincari esorbitanti come il 700% sul riso giapponese e il 513% dalla Corea del Sud.
Ha poi fatto riferimento ai dazi canadensi che raggiungono il 300% per i prodotti lattiero-caseari.
Questo ha portato all’annuncio di un sistema di dazi reciproci con percentuali significative: 34% per la Cina, 20% per l’Unione Europea, e ulteriori tassi per altri Paesi come il Vietnam (46%), il Giappone (24%) e l’India (26%).
In chiusura, Trump ha sottolineato che “se volete dazi al 0%, la soluzione è semplice: produrre negli Stati Uniti,” lanciando così una sfida ai partner commerciali internazionali.
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