Una mattina di luglio, un dirigente della Ferrari si è trovato coinvolto in una situazione insolita: ha ricevuto una serie di messaggi da un presunto amministratore delegato, Benedetto Vigna, che lo informava di una grande acquisizione in corso.
Tuttavia, si è scoperto che si trattava di un tentativo di truffa mediante deepfake, con un impostore che cercava di ottenere informazioni riservate.
Secondo fonti vicine all’accaduto, l’impostore ha utilizzato strumenti deepfake per simulare una conversazione telefonica con l’obiettivo di infiltrarsi nell’azienda di fama internazionale.
Nonostante la voce fosse convincente, il dirigente della Ferrari ha iniziato a sospettare qualcosa.
Chiedendo un’identificazione, ha posto una domanda sulla lettura consigliata da Vigna, svelando così la truffa in atto.
La Ferrari ha avviato un’indagine interna sull’episodio, evidenziando i rischi legati all’utilizzo dei deepfake per ingannare le persone.
Questo non è un caso isolato, con altri dirigenti di alto profilo come Mark Read che sono stati bersaglio di truffe simili.
Sebbene i deepfake possano creare contenuti convincenti, è importante essere consapevoli dei rischi e della possibilità di essere ingannati.
Alcune aziende hanno già subito perdite finanziarie a causa di truffe basate su deepfake, evidenziando la necessità di adottare misure di sicurezza adeguate.
È essenziale che le aziende istruiscano i propri dipendenti su come riconoscere e affrontare situazioni di potenziale truffa, in un’epoca in cui la tecnologia deepfake potrebbe diventare sempre più sofisticata e pericolosa.
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